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Biografia Riduci

Nata in Puglia, inizia ad esporre nel 1987, con successo nelle più grandi città italiane ed estere. Nel 1990 si trasferisce in Toscana ed entra a far parte del gruppo "Allegri art" di Firenze. Espone in personali e collettive con grandi artisti anche in fiere come di Pordenone,Bari,Bologna. Viene invitata a Milano per un'estemporanea di tre giorni alla stazione centrale ed è premiata presso la sala Presidenziale. Ha esposto con successo da anni anche a Sanremo in occasione del festival della canzone. Ha inoltre partecipato in personali e collettive in citta come: Parigi,Roma, Milano, Firenze, Venezia, Napoli, Bari, Avellino, Ischia, Piacenza, ....... La galleria con laboratorio di pittura e scultura si trova in Avellino alla via Francesco Tedesco,14 ed in Firenze alla via Della Chiesa 29/a(r) è apprezzata per il suo estro che mostra nei suoi dipinti.

         
Testo critico Riduci

 

 

Diversi sono stati nell’arte, e, in particolare in pittura, i modi d’evadere dalla realtà, allo scopo di trovare pace e gioia nei sogni, nella fantasia con figure e decori che dell’immagine umana “classica” hanno salvato si e no gli occhi  e qualche  attributo.Così, o comunque anche per questo, sono nati i vari movimenti: da Liberty che però sfocio nel floreale al Surrealismo e vari altri “giochi” di audace estrosità. Ora questa specie di abbandono della realtà ha se non altro arricchito la pittura e altre arti, di vivacità, di colore, di gioiosità. Ne abbiamo un esempio nelle opere di questa artista, che è brava, spiritosa e abile. 

(tratto dal catalogo  “ARTE NUOVA”, rassegna di artisti partecipanti al premio ARTE 2000, Mondadori  2001)

L’artista focalizza nelle sue composizioni le complete interazioni dei rapporti esistenziali del tempo cui è testimone.Le sue figure sono inquadrate in atmosfere surreali riprendendole talora in suggestivi scenari paesaggistici e urbani, conferendo sempre alle immagini una straordinaria vitalità, con vibranti intonazioni cromatiche.La visione surrealistica delle sue opere non è limitata dagli angusti confini del nostro mondo, ma abbraccia l’infinito invisibile ai nostri occhi, che è fatto di cose immaginate, oniricamente vissute in una dimensione sospesa tra sogno e realtà.Le sue figure sono i fantasmi della mente che aprono ad una realtà tragica in cui anche l’atmosfera contribuisce ad accrescere l’inquietudine riflettente la realtà della situazione umana, o piuttosto l’allusione ad un riflesso dell’angoscia esistenziale della realtà umana tipica del nostro tempo.

(Monica Marchese, Tiziana Sante, Napoli Ottobre 2002)